INTRODUZIONE
La creatività è l’intelligenza che si diverte (Albert Einstein).
Nel presentare le mie opere, vorrei suggerire il percorso che, lentamente e con continue riflessioni, ho seguito, tenendo come riferimento questo pensiero: “La mia mente si arricchisce mentre opero; non solo presto attenzione alle varie azioni che sto svolgendo, ma il mio pensiero cresce nel predispormi e nel prospettarmi nuove mete e obiettivi”.
Un traguardo che mi ero prefissata, già da tempo, era lo studio degli effetti della luce su una “forma”, analizzando le ombre proprie e, su una superficie di riferimento, quelle portate. A questo si è aggiunta la costruzione di un pensiero più ampio volto a un significato più profondo. Non volevo avvalermi di oggetti o forme conosciute: desideravo che l’analisi e l’osservazione si applicassero e dessero vita a “qualcosa” creato personalmente.
Avevo una scatola di cartone riempita con striscette di cartoncino, ritagli e scarti rimasti da un lavoro che avevo eseguito qualche mese prima. Non li avevo gettati. Nutro un grande rispetto per la carta e, inoltre, tutte quelle striscette di varie misure (larghe, sottili, lunghe, corte) mi avevano incuriosito. Le avevo lasciate proprio lì, dentro la scatola, perché sapevo che mi avrebbero aspettato per suggerirmi qualche utilizzo, per dare concretezza a un pensiero creativo, a forme elaborate e a nuove soluzioni.
Ho aperto la scatola contenente le striscette di cartoncino tipo “bristol” che avevo raccolto in varie dimensioni: lunghe e corte, larghe e sottili, di colore bianco, avorio e nero. In quel momento avevo a disposizione un materiale: il Laminil (poliplat o carton plume), costituito da una lastra ottenuta dall’unione tra un foglio di polistirene espanso estruso e due fogli di cartoncino. All’inizio, ho tagliato delle strisce in Laminil di larghezza 6 cm per una lunghezza a piacere. Ho inciso la superficie, passando da parte a parte con un taglio orizzontale, e l’ho ripetuto lungo la direzione verticale del pannello, ogni 6 cm. Mi sono fermata a pensare, guardando quello che avevo in mano. Da una parte la striscia in Laminil, dall’altra le striscette di cartoncino tipo “bristol”. Ho considerato i due materiali e ho preso in esame il corrispondente significato della similitudine: fascetta, striscia o “striscetta” e, nel cucito, fettuccia, nastro o “filo”.
Riflettendo sull’azione che questi due elementi mi suggerivano, ho capito che stavo per procedere a una vera e propria “operazione di tessitura”.
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