Data: Agosto 2021
DIMENSIONI DELL’OPERA: H 250 cm x L 232 cm x P 12 cm
COMPOSIZIONE DELL’OPERA: H 250 cm x L 232 cm x P 12 cm
TECNICA DI ESECUZIONE: striscette di cartoncino bianche, nere, avorio e di plastica rossa, oppure ricavate dal packaging di generi alimentari – alcune forate e altre con parole stampate, lunghe o corte, larghe o sottili – vengono curvate e inserite in apposite e studiate fessure, aperte su vari pannelli in Laminil nero dalle dimensioni H 93 cm x L 23 cm x P 0,5 cm. Questi pannelli rettangolari, in Laminil, possono essere aggregati in composizioni diverse, con orientamento sia verticale sia orizzontale, per poi essere avvitati su lastre di cartone oppure fissati direttamente alla parete.
OPERA ESPOSTA alla Mostra personale, Galleria delle Cornici, Lido di Venezia 2023.
OPERA FINALISTA al Premio Exibart prize N4 2023 – 2024
Domino è un gioco da tavolo. Si gioca usando un numero di “tessere” di forma rettangolare, dove la superficie è divisa a metà. Queste due sezioni riportano una serie di “pallini”… e il gioco consiste nel porre in aderenza con una delle due sezioni la corrispondente per numero di “pallini”. I concorrenti due o più in possesso di alcune tessere, nello svolgimento del gioco, pongono sul tavolo le loro pedine.
Concepita durante i periodi di isolamento e restrizione della pandemia, l’opera Domino dell’Amicizia trasforma la distanza forzata in uno stimolo alla connessione umana. Ispirandosi alla modularità e alle regole combinatorie del celebre gioco, l’installazione utilizza la metafora del tassello per rendere palesi, visibili e tangibili i legami affettivi e professionali dell’artista, dando vita a una rete relazionale potenzialmente infinita. Lo schema di una delle versioni dell’opera, denominata “Domino dell’Amicizia – Due”, consta di 11 pannelli in Laminil nero. Ogni pannello ha una larghezza di 23 cm e una lunghezza di 93 cm, al cui interno sono ricavate quattro aree quadrate. I moduli sono applicati in aderenza su un supporto composto da 3 lastre di materiale cartonato. Questi pannelli sono distribuiti complessivamente sulle 3 superfici rettangolari, ciascuna delle quali misura H 210 cm x L 80 cm.
Ciascun pannello è suddiviso in quattro aree quadrate di 18×18 cm, definite al loro interno da una rigorosa griglia modulare di 6×6 cm e distanziate tra loro da uno spazio libero. La tecnica, cifra stilistica dell’artista, si basa sull’incisione geometrica della superficie rigida — nello specifico, le aree dei pannelli in Laminil — e sull’inserimento ritmico di strisce di cartoncino e materiali plastici dai colori netti (bianco, nero, avorio, rosso) ed elementi di recupero provenienti da scatole per alimenti. Queste strisce si aggettano nello spazio in volute più o meno ampie. Tridimensionali e dinamiche, le volute catturano la luce ambientale, generando un gioco mutevole di ombre proprie e portate che ridisegna costantemente la superficie dell’opera a seconda del punto di vista dell’osservatore.
Ogni area quadrata racchiude un preciso valore simbolico:
Grazie alla sua natura mobile e accostabile in svariate combinazioni, il Domino dell’Amicizia si configura come un’opera aperta in costante divenire, specchio di un’idea di amicizia intesa come legame inclusivo, dinamico ed espansivo. Nello schema della seconda proposta, l’articolazione dei pannelli trasforma ulteriormente l’installazione in una vera e propria “Opera aperta”, capace di superare i vincoli dimensionali rigidi per aprirsi a uno spazio concettuale e fisico destinato a espandersi continuamente.