Data: Marzo 2018
DIMENSIONI DELLE OPERE: H 96 cm x L 108 x P 6 cm/ H 96 cm x L 108 – P 6+6 cm
COMPOSIZIONI DELLE OPERE: H 90 cm x L 102 x P 6 cm/ H 90 cm x L 102 – P 6+6 cm
TECNICA DI ESECUZIONE: articolate forme di striscette di cartoncino bianco o nero e plastica trasparente rossa – lunghe o corte, larghe o sottili – curvate e inserite in apposite e studiate fessure aperte sul supporto in Laminil bianco e nero. Le ariose volute si aggettano in verticale da una parte all’altra del supporto.
DIMENSIONI DELL’OPERA CON CORNICE: H 98 cm x L 110/ H 98 cm x L 110 – P 6+6 cm – Listelli di ayous neri L 1,8 cm x S 1,8 cm x L 1,8 cm
OPERA FINALISTA al Premio Exibart prize N4 2023 – 2024
Le composizioni, finora presentate avvalendosi di un inedito linguaggio formale, trovano la loro espressione nell’uso di striscette o nastri, dalla superficie neutra o scritta. Attraverso volute e arricciamenti che si sviluppano da un lato all’altro del pannello, questi elementi narrano una storia. Le striscette diventano proiezioni di azioni e sentimenti: li evocano, li esaltano e li trasmettono.
“Una leggenda di origine cinese racconta che tutti noi nasciamo con un “filo rosso” legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo è chiamato il “Filo del destino”. Esso ci lega alla persona cui si è destinati, alla nostra metà, alla nostra anima gemella. Le anime alla fine sono destinate a incontrarsi e a unirsi. Non importa il tempo che dovrà passare, gli eventi della vita o lo spazio che separa le due anime, perché il filo che le unisce non si romperà mai e nessuna circostanza potrà impedire alle due metà di incontrarsi e alla fine unirsi”.
L’opera Fil Rouge Bianco/Nero è un «dittico muto», in cui una narrazione si svolge su un pannello bianco e l’altra su un pannello nero. Ciascun pannello misura 96×108 cm e presenta una griglia modulare di 6×6 cm, con porzioni di quadrati vuoti della misura di 3×3 cm disseminati sulla superficie. Il racconto trae ispirazione da un’antica leggenda cinese, secondo cui tutti noi nasciamo con un “filo rosso” legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo invisibile ci lega alla persona cui siamo destinati, alla nostra anima gemella. Le anime sono destinate a incontrarsi e unirsi, a prescindere dal tempo, dagli eventi o dallo spazio, poiché il legame non si spezzerà mai. Attraverso striscette nere e bianche — a seconda del pannello — inserite verticalmente nei vari tagli, l’opera simula, in ciascun pannello diviso obliquamente da verticali striscette trasparenti rosse, il percorso di vita di entrambi i soggetti coinvolti nella futura unione. Le striscette, inizialmente sottili e poi sempre più larghe, rappresentano una crescita progressiva: la somma delle esperienze accumulate e lo sviluppo delle proprie potenzialità, che si rafforzano fino al raggiungimento degli obiettivi. Questo sviluppo conduce a una vita piena, simboleggiata dalle striscette più ampie. La contrapposizione delle due trame, divise dalla linea obliqua rossa — che si replica per completezza non solo su un lato ma anche sull’altro, guidata dalla trasparenza dei quadrati vuoti — rappresenta le vite delle due presenze che in questo luogo si incontrano. Tutto sembra snodarsi attraverso un percorso intricato, labirintico e misterioso, nell’attesa dell’incontro con l’altro al di là del “segno” rosso, in una dinamica che si replica specularmente anche nel secondo quadro.